Riverbero, mostra di Enrica Borghi ad Arcore

a cura di Simona Bartolena e Pierre Padovani

Date da confermare a causa dell’emergenza Covid

 

Una mostra personale di Enrica Borghi alla Villa Borromeo d’Adda ad Arcore.

RIVERBERO
a cura di Simona Bartolena e Pierre Padovani 
organizzazione: heart – PULSAZIONI CULTURALI
in collaborazione con Asilo Bianco

Alla Villa Borromeo d’Adda di Arcore è allestita la mostra “Riverbero“, personale di Enrica Borghi.
Le date di apertura e chiusura saranno presto comunicate su questo sito e sui canali dell’organizzazione e del Comune di Arcore, in accordo con le disposizioni legislative legate all’emergenza sanitaria in continuo aggiornamento.

Le opere esposte si mettono in dialogo con la storia del luogo, ne colgono e ne amplificano il ricordo, la reinterpretano in una continuità che non vuole creare cesure o sottolineare contrasti con il passato ma diventarne parte, proiezione, riverbero, appunto. L’eleganza di un abito, la grazia di un gioiello, il lusso di un arredo rivivono in chiave contemporanea negli oggetti realizzati dall’artista. Opere che paiono voler trasmutare la memoria del luogo, cogliendo una comunicazione che permane come un dialogo aperto. Con il gusto del mescolare gli affioramenti di un “baluginare lontano” dentro lo spettro caleidoscopico della contemporaneità.

Dove ci aspetteremmo materiali preziosi troviamo, invece, oggetti di scarto, packaging, elementi di riciclo strappati dai cestini della raccolta differenziata della plastica. Con una sorprendente eleganza, frammenti dei detersivi che ossessionano la quotidiana “guerra batteriologica” e che getteremmo via fanno rivivere la storia di un luogo. La riportano nel qui e ora della stringente riflessione contemporanea sul tema del “rifiuto”.

Per l’occasione, oltre alle consuete installazioni composte da materiali poveri e di recupero, Enrica Borghi ha realizzato alcuni nuovi lavori in cui fa dialogare elementi di “natura”, come una serie di fotografie dedicate alla Villa e al suo splendido parco. Fotografie che elaborano la visione attraverso dei filtri ottenuti dal colore di contenitori in plastica e che ricordano i filtri o le gelatine degli anni Settanta. In tema di “riverbero” con gli statuari lampadari di Murano presenti nella Villa verrà esposta l’opera realizzata nell’estate 2020 a Murano, presso lo Studio Berengo, dedicato al tema dell’inquinamento della laguna di Venezia intitolata “Grey Laguna”.

Compaiono inoltre due “corazze” che fanno dialogare materiali dissonanti come lane grezze con plastiche dei contenitori dei detergenti di uso quotidiano. Le due armature simulano la protezione di donne guerriere, facendo emergere citazioni da Hans Ruedi Giger ma anche il panno della mantella di cappuccetto rosso, gli abiti di Pierre Cardin degli anni Sessanta e i film di Mad Max. Le corazze sono un progetto realizzato in collaborazione con l’ITS TAM di Biella e le lane “etiche” di Gomitolorosa.

Inoltre, in omaggio a Federico Faruffini, protagonista della mostra ospitata nello stesso periodo nei sotterranei della Villa, l’artista ha realizzato un’installazione ispirata a “Toletta antica”, capolavoro del pittore ottocentesco del quale la Borghi ha colto, come elemento specifico e condiviso, l’attenzione particolare per il mondo femminile.
Insieme a “Riverbero” di Enrica Borghi sarà infatti possibile visitare “Io guardo ancora il cielo”, un’antologica di Federico Faruffini, grande protagonista dell’Ottocento italiano, che prosegue idealmente le due precedenti esposizioni allestite a Villa Borromeo d’Adda, dedicate rispettivamente alle figure femminili nell’arte del XIX secolo e a Carla Maria Maggi.

Venerdì 9 aprile alle 13.45 è prevista un live streaming di presentazione della mostra nell’ambito della Giornata della Lana, a cura dell’Associazione Gomitolorosa: è possibile seguire la diretta sulla pagina Facebook, Instagram, Youtube di Gomitolorosa e sul sito www.gomitolorosa.org.

 

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